Staphysagria: proprietà e benefici

La Staphysagria è una bellissima pianta diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo e reperibile anche in altre regioni europee, africane ed asiatiche. Si tratta, infatti, di un arbusto che attecchisce e sopravvive facilmente in diverse condizioni climatiche. La pianta è semplice da individuare, grazie a una caratteristica fioritura dalle sfumature che vanno dal blu al viola intenso e ai frutti ricoperti da peluria. Proprio da questi ultimi, attraverso particolari processi che prevedono la macerazione in gesso e alcol, è possibile ricavare un estratto che viene utilizzato come rimedio omeopatico contro numerosi disturbi più o meno gravi.

StaphysagriaL’estratto di Staphysagria è noto per le sue spiccate proprietà curative, applicabili in diversi ambiti. La sua assunzione, in particolare, è indicata in caso di infezioni del cavo orale e degli occhi. Per questo, l’utilizzo di questa pianta può essere utile per il trattamento di gengiviti o dolori causati da infiammazioni alla mucosa della bocca, orzaioli ed altri disturbi che coinvolgano le mucose dell’organo visivo. Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, può essere ingerita per alleviare i dolori intestinali o alle vie urinarie, come la cistite ed altre patologie specifiche. La sua assunzione può essere un valido aiuto anche contro quelle recidive.

In omeopatia, la Staphysagria si colloca tra quei rimedi indicati in caso di nevralgie e infiammazioni di vario genere. Il suo utilizzo è particolarmente positivo in quei soggetti caratterizzati da tendenza all’irritabilità e al risentimento. Si tratta, infatti, di un aiuto utile per superare i sentimenti negativi e la frustrazione generata dalla convinzione di aver subito un torto. Un suo utilizzo costante, accuratamente regolato dai corretti dosaggi, potrà aiutare il soggetto a ritrovare l’equilibrio e la serenità, dissolvendo il risentimento. L’utilizzo di questo estratto deve avvenire sempre nel rispetto della posologia indicata dal medico naturopata, che valuterà le condizioni soggettive del paziente.

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