Erica carnea: quando usarla e come coltivarla

L’Erica carnea, a volte chiamata scopina, è una pianta perenne che predilige terreni calcarei e climi molto rigidi. Proprio per la sua fioritura invernale è una pianta molto apprezzata in Italia, in quanto permette di dare un pò di colore ai giardini anche quando il clima è molto rigido.  Nonostante L’Erica Carnea riesca a crescere anche a quote di 2.500 metri di altitudine, necessita di luce intensa per una perfetta fioritura.

L’Erica carnea è una pianta dalle innumerevoli proprietà benefiche. Gli stessi fiori vengono utilizzati per la produzione di tisane ad effetto diuretico utili per contrastare la cistite, i problemi alla prostata ed i calcoli renali. Ad essa vengono attribuite anche delle proprietà antisettiche, disinfettanti ed antibatteriche da attribuire alla presenza dell’arbutina, un principio attivo contenuto nei fiori della pianta ed in grado di ostacolare lo sviluppo e la propagazione dei batteri nell’organismo. È anche un rimedio naturale che favorisce l’espulsione delle tossine accumulate nell’organismo. Dai fiori, inoltre, si possono ricavare anche altri principi attivi, come l’acido ursolico, e dei rimedi naturali dalle virtù decongestionanti.

Erica carnea GracilisPer una buona coltivazione di questa pianta, di fondamentale importanza è assicurarle una regolare esposizione solare. Sebbene essa sia in grado di tollerare temperature sotto zero, infatti, necessita di ricevere la luce diretta del sole per molte ore della giornata. Per quanto riguarda il terreno, si consiglia di sceglierne uno acido e secco e privo di eventuali ristagni d’acqua, mentre l’irrigazione dev’essere abbondante sopratutto nell’età adulta della pianta. Spesso, è sufficiente quella fornita dall’acqua piovana, ma è opportuno assicurarsi che il terreno rimanga costantemente umido. È particolarmente resistente agli attacchi dei parassiti e, in genere, necessita di una potatura durante il periodo primaverile.

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