Aloe vera, gel e succo come rimedio naturale

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L’aloe vera, nelle sue numerose formulazioni, è un rimedio naturale usato fin dall’antichità. Solo negli ultimi anni, però, anche le case cosmetiche e farmaceutiche ne hanno apprezzato i particolari effetti benefici, rendendo la sua commercializzazione ed il suo impiego alla portata di tutti e particolarmente apprezzati.

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Il gel di aloe vera, in particolare, viene abitualmente impiegato nel trattamento delle problematiche topiche, con una gamma di prodotti e formulazioni molto vasta. L’utilizzo di aloe vera in formulazione gel non presenta particolari controindicazioni, se non un leggero ritardo nella cicatrizzazione delle ferite chirurgiche verticali profonde, come quelle da tagli cesareo. Nella maggior parte dei pazienti, infatti, possono riscontrarsi solo sporadici casi di reazione allergica localizzata.

Caso a parte riguarda l’assunzione del succo di aloe vera, per il quale si raccomanda un’assunzione giornaliera non superiore a 250ml/die. Ciò è dovuto principalmente alla presenza nel succo di antrachinoni. Gli antrachinoni sono sostanze presenti in alcune piante come il Rabarbaro, la Senna, la Frangula, la Cascara e, appunto l’aloe vera. Tali sostanze sono responsabili di favorire la peristalsi, ovvero la motilità intestinale, producendo un effetto lassativo. La loro azione, in particolare, è riscontrabile dopo un tempo che varia dalle otto alle dodici ore dopo l’assunzione. L’azione lassativa si manifesta in due fasi differenti: in un primo momento si verifica un accumulo di fluido nel lume intestinale, modificando la motilità dell’intestino; nella seconda fase gli stessi antrachinoni si legano al contenuto dell’intestino e vengono espulsi come rifiuto, non essendo assorbiti dall’organismo.

 

L’assunzione del succo di aloe vera, quindi, al pari degli altri lassativi, deve essere occasionale nel tempo, al fine di ridurre la stipsi. E’ necessario, infatti, evitare un uso prolungato ed intensivo di tali sostanze, senza eccedere nelle dosi consigliate e prevedendo un continuo monitoraggio da parte del medico curante, in particolare per assunzioni che superano le due settimane consecutive. Ad ogni modo, i lassativi stimolanti sono sconsigliati in caso di gravidanza ed allattamento e nei bambini sotto i dieci anni di vita, oltre che negli adulti affetti da malattie infiammatorie croniche a carico dell’intestino.

Fra gli effetti collaterali più pericolosi causati dall’assunzione degli antrachinoni ricordiamo il completo svuotamento del colon e la conseguente assenza di stimolo nei giorni seguenti. In questo caso i soggetti sono indotti ad assumere una nuova dose di lassativo, peggiorando la situazione e creando una dipendenza fisica, oltre che psicologica.

Per le persone soggette a diabete, invece, in particolare per chi segue una dieta di tipo farmacologico, l’assunzione di succo di aloe vera è fortemente sconsigliata, vista la sua capacità di diminuire i livelli di glucosio nel sangue, creando un’amplificazione dell’azione dei farmaci. Per le donne in gravidanza, infine, l’assunzione di rimedi naturali è sconsigliata se non strettamente necessaria. Spesso, infatti, piccole controindicazioni possono creare serie conseguenze per mamma e bambino.

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